DIOCESI DI LIVORNO

DIOCESI DI LIVORNO
UFFICIO PER I PROBLEMI SOCIALI ED IL LAVORO, LA GIUSTIZIA E LA PACE, LA SALVAGUARDIA DEL CREATO
... il sociale, il lavoro,
la formazione all’impegno socio-politico
la promozione della Giustizia e della Pace
e la Salvaguardia del Creato...
un dialogo con la Comunità cristiana
e con quella civile...
progettazione, proposte ed azioni
un luogo di confronto...

Livorno, 30 aprile 2008

I problemi legati al lavoro non sono materia solo di alcuni, ma di tutti!Anche il Papa durante la settimana sociale ha raccomandato ai cattolici di occuparsi dei problemi del lavoro: “Quando la precarietà del lavoro non permette ai giovani di costruire una loro famiglia – ha detto Benedetto XVI - lo sviluppo autentico e completo della società risulta seriamente compromesso”.
Certo non è compito immediato della Chiesa fornire risposte e strutture a tutte le problematiche inerenti questa sfera della vita, ma è sicuramente missione e vocazione di tutta la comunità cristiana sostenere gli uomini nel loro quotidiano, contribuire alla “purificazione della ragione e al risveglio delle forze morali, senza le quali non vengono costruite strutture giuste, né queste possono essere operative a lungo”.
In proposito Ratzinger cita l’insegnamento del Concilio Ecumenico Vaticano II, secondo il quale “il bene comune non consiste nella semplice somma dei beni particolari di ciascun soggetto del corpo sociale. Essendo di tutti e di ciascuno è e rimane comune, perché indivisibile e perché soltanto insieme è possibile raggiungerlo, accrescerlo e custodirlo, anche in vista del futuro”.
Per questo mi rivolgo alle forze politiche: fate del bene comune la vostra missione, il vostro fine, la vostra meta. Mettete in campo ogni energia per garantire ai cittadini di questo paese un domani migliore.
E mi rivolgo a tutti i lavoratori: non perdete la fiducia, credete nel futuro. E parlando a voi giovani dico: rimanendo nell’onestà abbiate il coraggio di osare, di intraprendere, di mettere a frutto le vostre capacità e la vostra intelligenza. L’Italia, la Toscana, Livorno hanno bisogno di voi!

+ Simone Giusti,
Vescovo di Livorno
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Fiaccolata del 1° Maggio
«Non perdete la fiducia, credete nel futuro»!Le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, coi loro soci (lavoratori, lavoratrici e pensionati) - in occasione della fiaccolata del 1 maggio - hanno centrato tutta l’attenzione sul tema della sicurezza e delle morti sul lavoro.
Gli incidenti sul lavoro rappresentano qualcosa di intollerabile e indecoroso per il Paese un drammatico segnale che il sistema non funziona.
Morti quasi ogni giorno. «Il loro numero è deprimente, scoraggiante. Un costo aggiuntivo insostenibile» aggiungeva un piccolo imprenditore. «Le norme sono importanti ma si deve puntare di più sulla selezione delle imprese, proprio per salvaguardare il lavoro e le imprese stesse, quelle serie.», dice Bonanni della Cisl.
Il mondo del lavoro livornese, come confermato dagli interventi sindacali alla Terrazza Mascagni, si sta confrontando con la nuova organizzazione del lavoro (troppo spesso impropriamente utilizzata per illegalità varie, dal lavoro nero e grigio al ricatto del sotto salario); con la debolezza della formazione; con insicurezze ed incertezze che affliggono persone e famiglie; con giovani e meno giovani alle prese con deficit di speranza sempre più gravi. I problemi erano sotto gli occhi di tutti, ed anche in questa occasione venivano denunciati: problemi di un tessuto umano e civile che va sempre più indebolendosi e smagliandosi. Non basta più abituarsi a convivere con i problemi, ma è urgente trovare i mezzi per uscire dalle emergenze.
L’ultima volta che a Livorno capoluogo assistemmo ad una pubblica celebrazione del primo maggio, mi pare fosse il 1975. Momento nel quale forte era la tensione morale e civile in tutta la Comunità cittadina. Nonostante ciò, quattro gatti in corteo con banda cittadina in testa. All’epoca se un corteo a Livorno era sotto i mille partecipanti era considerato da tutti un fallimento! Ma, da sempre, il primo maggio era - anche per i più sensibili ed attivi - il momento del rilassamento, della famiglia e degli amici. I problemi e le tensioni, anche le più delicate, dovevano andare al giorno dopo.
Negli ultimi sei anni, la diocesi, con gli amici delle ACLI, lo hanno celebrato pubblicamente con momenti di veglia e preghiera. Anche l’anno scorso: in ricordo dei morti sul lavoro.
Quest’anno Cgil, Cisl e Uil territoriali hanno voluto riaccreditare uno strumento semplice per sottolineare la quotidiana testimonianza e confermare pubblicamente, a soci e non soci, l’impegno al sostegno dei più gravi problemi, locali o nazionali.
Si cammina da piazza Mazzini alla terrazza Mascagni. Dice qualcuno: saremo duecento, compresa una ventina di extracomunitari con le loro bandiere! Qualche altro: manifestazione poco preparata e caldeggiata! Ma le fiaccole erano lì, portate da partecipanti consapevoli e coinvolti; che sospendevano per un momento il relax e, magari, erano lì con la giovane moglie ed il figlio in carrozzina, come un amico albanese che ci camminava a fianco. Il momento che  si viveva lo richiedeva, insieme a tanti altri atti di ogni giorno che lavoratori e lavoratrici, nel sindacato, costruivano insieme. PIÙ CERTEZZE. PIÙ SICUREZZA MENTRE SI LAVORA. PIÙ REDDITO PER PORRE DEI LIMITI ALL’INCOMBENTE POVERTÀ. PIÙ AUTONOMIA DI RUOLO PER IL BENE COMUNE.
Le parole indirizzate dal vescovo Simone sostenevano questa ‘ripresa’. Gestori dei poteri della società «fate del bene comune la vostra missione, il vostro fine, la vostra meta. Mettete in campo ogni energia per garantire ai cittadini di questo paese un domani migliore.»! Lavoratori: «non perdete la fiducia, credete nel futuro.»!La celebrazione nazionale
www.conquistedellavoro.it/archivio/2008/05/04/NA001.pdf