Note storiche
La Biblioteca Diocesana trae origine dai fondi bibliografici donati nel corso degli anni alla Curia Vescovile e testimonia dei diversi apporti dei vescovi labronici e dei sacerdoti cultori di studi teologici che hanno operato presso questa sede. Il nucleo originario è rappresentato dai fondi appartenuti alla Biblioteca del Seminario Gavi che ha preso il nome dal Vescovo Gavi, quarto Presule della Diocesi di Livorno, eretta con bolla pontificia del Papa Pio VII nel 1806.
Mons. Gavi, fin da quando rivestiva la carica di Vicario Capitolare, si dedicò alla realizzazione del seminario posto su una preesistente struttura di proprietà del Comune formata da un cortile circondato da porticati con 112 colonne a cui vennero aggiunti dei pilastri agli angoli del colonnato. L’opera sarà ultimata e inaugurata solo nel 1851 sul progetto presentato dall’architetto veronese Gaetano Gherardi che si servì di un precedente disegno del sacerdote livornese Don Giovanni Battista Quilici. A causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale il Seminario fu in gran parte distrutto, successivamente ricostruito a spese dello stato, venne inaugurato il 21 Novembre 1952 dal Vescovo Giovanni Piccioni e da tale data potè riprendere la sua attività.
Per quanto riguarda il patrimonio librario custodito nella biblioteca, aperta fin dall’ottocento alla consultazione dei cittadini, spicca ancora oggi, per il suo pregio, quanto rimane della ricca donazione fatta dall’avvocato Giuseppe Michon nel 1853, in gran parte dispersa a causa degli eventi bellici.
Nel corso del tempo la Biblioteca si è arricchita grazie alle raccolte dei Vescovi Piccioni (a forte connotazione umanistica) e Guano (particolarmente indirizzata verso la Scrittura e la teologia e conservata in parte a Livorno e in gran parte all’Istituto Paolo VI di Roma) e dei Mons. Angeli, Bardi, Volpe (ricca dal punto di vista biblico) Tintori (solidissima sul terreno biblico, mariologico, ma anche storico con una spiccata attenzione per la vicenda dei cattolici nella seconda guerra mondiale e nella Resistenza). A tali apporti si sono affiancati alcuni doni privati che rappresentano ancora il principale canale di crescita della Biblioteca.
Oggi la Biblioteca, trasferitasi in locali restaurati e modernamente arredati, ha assorbito l’intera biblioteca del Seminario (costituitasi questa nel 1984) con un apporto di 5000 volumi che offrono un panorama bibliografico aggiornato.