Beni Culturali

beniculturali@livorno.chiesacattolica.it
"Cristo coronato di spine"
Beato Angelico - 1435
"Incoronazione della Vergine Assunta in Cielo"
Giorgio Vasari - 1550
Il “Cristo coronato di spine” (tempera e oro su tavola cm 55 x 39) è un primo piano altamente espressivo del volto di Gesù negli ultimi momenti del suo calvario, quando, dopo essere stato flagellato, per scherno, viene coronato di spine e coperto con una veste scarlatta, simbolo della regalità. Inizialmente attribuito alla “Scuola di Giotto”, tutta la critica più recente è concorde nel considerare il dipinto come opera del Beato Angelico. Fu Roberto Longhi che per primo attribuì il dipinto al frate di Fiesole ed avanzò una possibile datazione fra il 1430 ed il 1435. Successivamente gli esperti hanno ipotizzato uno spostamento della datazione al 1438, basandosi su un confronto con una copia del Volto del Cristo del pittore Jan Van Eyck realizzata nello stesso anno e conservata a Berlino. Non si conosce la destinazione originaria del dipinto né dove fosse stato conservato fino al 1837, quando giunse a Livorno attraverso il mercato antiquario e fu donata alla parrocchia di Santa Maria del Soccorso (p.zza della Vittoria) da Silvestro Silvestri. Trafugata nel dopoguerra e successivamente ritrovata, è stata portata per la prima volta all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale nel 1955, come opera certa del Maestro, nella mostra celebrativa del Beato Angelico, tenutasi a Firenze nel Museo di San Marco.
Nel corso degli anni la tavola è stata protagonista di varie esposizioni; tra le più recenti: quella a Colonia, dedicata al volto di Cristo, in occasione della XX Giornata mondiale della Gioventù (2005) e quella monografica sul Beato Angelico, tenutasi al Metropolitan Museum di New York dall’ottobre 2005 al gennaio 2006.

La tavola si trova nel Duomo di Livorno - piazza Grande (cappella di sinistra)
La pala di Giorgio Vasari (3 metri per 4) che raffigura l’Incoronazione della Vergine Assunta in Cielo, il cui bozzetto è conservato al Louvre di Parigi, viene datata intorno alla metà del 1500. Si pensa che l’opera facesse parte del bottino di guerra che Napoleone Bonaparte aveva razziato a Roma. Il quadro poi era stato venduto all’asta e nel 1799 comprato dalla famiglia livornese Filicchi che a sua volta l’aveva donato alla parrocchia di Santa Caterina. La tavola è rientrata a Livorno a fine aprile 2007, dopo il restauro avvenuto nel laboratorio del dottor Marco Gazzi presso il Museo Guinigi di Lucca ed il restauro della cupola della chiesa durato quasi vent’anni.
L’intero progetto di restauro della chiesa e della pala è stato reso possibile grazie ai finanziamenti della Fondazione Cassa di Risparmio di Livorno. La chiesa. realizzata intorno al 1720 su progetto dell’architetto Giovanni del Fantasia era annessa ad un convento domenicano, divenuto poi carcere nei primi decenni del 1800. Alta 63 metri di forma ottagonale, all’esterno nella parte inferiore resta ancora incompiuta. La cupola affrescata da Cesare Maffei nel 1860 è sostenuta da otto archi e otto pilastri e sulla sommità si erge la lanterna. Oltre a numerosi altri dipinti attribuiti ai fratelli Terreni, nella chiesa si conservano un «Ecce homo», statua settecentesca circondata da centinaia di ex-voto e le reliquie di san Valentino, protettore degli innamorati.



La pala si trova nella Chiesa
di Santa Caterina - piazza
dei Domenicani - Livorno
Diocesi di Livorno
via del seminario, 61 - 0586 276211

vescovado

vescovo


clero

curia


seminario

vita consacrata


aggregazioni

uffici pastorali


orari Sante Messe

parrocchie


bollettino diocesano

La Settimana


archivio diocesano

biblioteca

I.E.R.A.M.G.

scuola di teologia


santi

storia

vescovi


beni culturali


Cattedrale

le Chiese e l'Arte

territorio



















© 2007
Diocesi di Livorno